Calcio: restituzione di oltre CHF 36 milioni

Berna, 14.10.2020 - Nell’ambito di diversi procedimenti penali legati al complesso di inchieste sul calcio, il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha confiscato, dal dicembre 2019, complessivamente CHF 36,6 milioni di fondi bloccati in Svizzera e li ha restituiti alla parte avente diritto. Nel solo mese di settembre 2020 è stata decretata la restituzione di oltre CHF 20,5 milioni di averi di provenienza illecita.

Nel quadro del complesso di inchieste sul calcio, il MPC ha aperto diversi procedimenti penali riguardanti ex funzionari del calcio sudamericani. Tra questi vi figurano anche diversi procedimenti penali in relazione a Nicolas Leoz, che è stato per numerosi anni presidente della Confederazione sudamericana del calcio CONMEBOL, e Eduardo Deluca, ex segretario generale della CONMEBOL. A entrambi è stato contestato di aver abusato delle loro rispettive funzioni a danno della CONMEBOL e di essersi arricchiti, eventualmente assieme a terzi, in modo illecito.

I fondi confiscati dal dicembre 2019 fino al settembre 2020, pari a circa CHF 36,6 milioni, erano stati acquisiti in modo illecito e a danno della CONMEBOL. Poiché nei relativi procedimenti l’identità della parte lesa è fuori dubbio – si tratta della CONMEBOL - i fondi le verranno direttamente restituiti in qualità di parte avente diritto. Tale restituzione alla parte danneggiata e avente diritto è prevista dalla legge ed è volta a ripristinare la legalità.    

Primo procedimento contro Leoz e Deluca concluso nel dicembre 2019
Nel dicembre 2019 si è concluso il primo procedimento penale in questo contesto. Il procedimento era condotto sia a carico di Leoz che di Deluca. In seguito al decesso di Leoz nell’agosto 2019, il MPC ha abbandonato il procedimento nei suoi confronti. In caso di decreto di abbandono vige la presunzione d’innocenza. Deluca è stato invece condannato mediante decreto d’accusa per complicità in ripetuta amministrazione infedele qualificata (art. 158 n. 1 cpv. 3 in combinato disposto con l’art. 25 Codice penale). Nonostante il decreto di abbandono nei confronti di Leoz, il MPC ha potuto confiscare complessivamente oltre CHF 16,1 milioni, che aveva bloccato nel quadro della sua procedura in Svizzera, e li ha restituiti alla CONMEBOL.

Restituzioni di altri fondi nel settembre 2020
Nel settembre 2020 il MPC ha abbandonato un procedimento penale a carico di Deluca. L’abbandono è dovuto essenzialmente al fatto che gli stessi fatti sono oggetto di un procedimento penale in Argentina, nell’ambito del quale il MPC ha fornito assistenza giudiziaria alle autorità argentine (per evitare un doppio procedimento penale). In concomitanza con il decreto di abbandono, il MPC ha disposto che i fondi bloccati nel quadro del procedimento penale in Svizzera, pari a circa CHF 1,8 milioni, venissero confiscati e restituiti alla CONMEBOL.

Sempre nel settembre 2020, il MPC ha deciso, nel quadro di un procedimento contro ignoti, di confiscare altri CHF 18,7 milioni, che aveva bloccato nell’ambito del suo procedimento condotto in Svizzera, e di restituirli alla CONMEBOL. Il procedimento penale è ancora pendente, ma le decisioni in merito alle restituzioni sono già passate in giudicato.

Focus sull’assistenza giudiziaria e i valori patrimoniali in Svizzera
Il congelamento dei fondi e la loro restituzione nell’ambito di questa vicenda mostrano in modo esemplare come la strategia di un procedimento penale (o di un complesso di procedimenti) sia determinata in grande misura dalla cooperazione e dal coordinamento fra autorità inquirenti dei diversi Stati:

Una delle grandi difficoltà di numerosi procedimenti penali – anche al di là del complesso di inchieste sul calcio – riguarda la complessità derivante dalle ramificazioni internazionali dei fatti oggetto d’inchiesta, in particolare a causa della residenza all’estero delle persone implicate, dell’analisi delle loro attività transfrontaliere e dei flussi monetari attraverso più Paesi.

Quando, come nel caso in esame, sia i presunti autori del reato che le presunte parti lese sono di origine straniera, le persone implicate nel procedimento risiedono all’estero e i presunti fatti si sono svolti all’estero e l’unico riferimento con la Svizzera è la presenza di valori patrimoniali, la cooperazione e il coordinamento con le autorità inquirenti all’estero diventano indispensabili. Considerata la situazione personale delle persone coinvolte, la più facile applicazione di misure coercitive e di reintegrazione, l’accesso diretto ai mezzi di prova, ecc., è talvolta opportuno affidare la direzione del perseguimento penale vero e proprio all’autorità straniera. In questi casi, le autorità inquirenti svizzere si concentrano sull’assistenza giudiziaria allo Stato straniero che ha un accesso più diretto (nel rispetto della Legge federale sull’assistenza internazionale in materia penale AIMP) nonché sul blocco, la confisca e la restituzione dei valori patrimoniali custoditi in Svizzera.

Nota bene
Per ulteriori informazioni sui due procedimenti conclusi, il MPC rinvia ai relativi decreti di abbandono e d’accusa. Le domande di consultazione a riguardo devono essere rivolte al servizio giuridico del MPC. Il MPC non rilascia al momento maggiori informazioni sul procedimento penale contro ignoti ancora pendente né su eventuali ulteriori fondi e/o valori patrimoniali bloccati.

Per gli imputati vale il principio della presunzione d’innocenza fino alla sentenza definitiva.


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Servizio di comunicazione del Ministero pubblico della Confederazione, T +41 58 464 32 40, info@ba.admin.ch


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