Il commerciante di materie prime Gunvor condannato per responsabilità penale in rapporto ad atti di corruzione

Berna, 17.10.2019 - Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) condanna la società Gunvor al pagamento di circa CHF 94 milioni, di cui CHF 4 milioni di multa. Il commerciante ginevrino di materie prime non ha adottato tutte le misure organizzative ragionevoli e indispensabili per impedire la corruzione di pubblici ufficiali da parte dei suoi dipendenti o dei suoi intermediari, per accedere ai mercati petroliferi della Repubblica del Congo e della Costa d’Avorio.

Con il decreto d’accusa del 14.10.2019, il MPC ha condannato Gunvor (Gunvor International BV tramite la sua succursale di Ginevra e Gunvor SA di Ginevra) al pagamento di un importo di circa CHF 94 milioni, di cui CHF 4 milioni di multa. A causa di gravi lacune nella sua organizzazione interna, il trader petrolifero non ha impedito, tra il 2008 e il 2011, la corruzione di pubblici ufficiali della Repubblica del Congo e della Costa d’Avorio (art. 102 cpv. 2 Codice penale svizzero [CP] in combinato disposto con art. 322septies CP); corruzione volta ad  assicurare l’accesso ai mercati petroliferi dei suddetti paesi e che, il 28 agosto 2018, è già stata oggetto di una prima sentenza della Corte penale del Tribunale penale federale (SK.2018.38).

Lacune sistematiche nell’organizzazione
L’istruzione ha permesso di stabilire che nel periodo sotto inchiesta, Gunvor non ha intrapreso alcun provvedimento organizzativo per lottare contro la corruzione nell’ambito delle sue attività commerciali: il commerciante di materie prime non disponeva né di un codice di condotta capace di lanciare un chiaro segnale e di guidare i dipendenti nelle loro attività, né di un programma di compliance. Inoltre, non era dotato di alcun audit interno e non aveva alcun dipendente incaricato di individuare, analizzare o limitare il rischio di corruzione. Nessuna direttiva o formazione interna era, peraltro, stata implementata, al fine di sensibilizzare i dipendenti e consentire di ridurre i rischi legati alla corruzione. Sembra, dunque, che il rischio di corruzione fosse accettato da Gunvor e fosse implicito nell’attività commerciale della società, quantomeno sui mercati in questione.

Ricorso ad agenti: un rischio accresciuto
Inoltre, il commerciante petrolifero non ha cercato di gestire il rischio di corruzione legato al ricorso di agenti, ai quali ha fatto capo per ottenere forniture di petrolio e ai quali tra il 2009 e il 2012 ha versato commissioni per diverse decine di milioni di dollari USA. In particolare, Gunvor non ha proceduto ad alcuna selezione degli agenti utilizzati né ha effettuato alcun controllo sulla loro attività. Eppure gli standard svizzeri e internazionali in materia di lotta alla corruzione (OCSE, ICC, SECO) mettono particolarmente in rilievo il rischio accresciuto legato alle attività degli agenti. In particolare raccomandano di svolgere dei controlli (due diligence) e documentarli in modo adeguato, di disciplinare il processo di selezione, definire dei segnali di avvertimento che consentano di individuare attività potenzialmente illecite e procedere a controlli regolari, segnatamente al momento del pagamento delle loro fatture.

Si è inoltre constatato che all’epoca dei fatti erano state ignorate altre irregolarità e segnali d’ avvertimento, con particolare riferimento ad autorizzazioni di numerosi pagamenti versati a società offshore terze senza alcun legame con le attività petrolifere ed alla retrodatazione di alcuni documenti giustificativi indirizzati a banche.

Gunvor condannata al pagamento di quasi CHF 94 milioni
Secondo l’art. 102 cpv. 3 CP, l’importo della multa da infliggere ad un’impresa giudicata penalmente responsabile viene stabilito in particolare in funzione della gravità del reato, della gravità delle lacune organizzative e del danno provocato, nonché della capacità economica dell’impresa. L’importo massimo è di CHF 5 milioni (art. 102 cpv. 1 in fine CP). Gunvor è condannata a una multa di CHF 4 milioni, un importo che tiene conto del progressivo miglioramento della sua organizzazione in materia di lotta alla corruzione a partire dal 2012 attraverso l’attuazione di misure ispirate a standard riconosciuti. Inoltre il MPC ordina un risarcimento equivalente di quasi CHF 90 milioni, corrispondente alla totalità dei profitti ottenuti da Gunvor sugli affari in questione condotti nella Repubblica del Congo e in Costa d’Avorio. Secondo l’art. 71 cpv. 1 CP il risarcimento equivalente viene ordinato quando i valori patrimoniali sottostanti alla confisca non sono più reperibili.

Contesto
Questo decreto d’accusa è la conseguenza dell’istruzione che il MPC conduce dal dicembre 2011 nel contesto delle attività di Gunvor nella Repubblica del Congo e in Costa d’Avorio. Anche altre persone fisiche – ex collaboratori del trader petrolifero o intermediari finanziari – sono attualmente sotto inchiesta, segnatamente, per sospetto di corruzione di pubblici ufficiali stranieri (art. 322septies CP), riciclaggio di denaro (art. 305bis CP) e amministrazione infedele (art. 158 CP).

Come sempre per gli imputati vale la presunzione di innocenza e non saranno fatti ulteriori commenti sulle istruzioni penali in corso.

Il decreto d’accusa può essere consultato su richiesta, alle condizioni consuete, presso il Servizio giuridico del MPC (rechtsdienst@ba.admin.ch)


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Servizio di comunicazione del Ministero pubblico della Confederazione, T +41 58 464 32 40, info@ba.admin.ch


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